Scoletta: Edificio e storia

1. La Scoletta di San Rocco, prima dei restauri attualmente in corso.
2. Jacopo de' Barbari, Veduta prospettica di Venezia, 1500. Particolare con la Scoletta visibile alla destra della Chiesa.
3. Luca Carlevarijs, Altra veduta della Scuola di San Rocco, 1703. Particolare della Scoletta.
4. Gabriel Bella, La visita del doge alla Chiesa di San Rocco, post 1779 ante 1792, Venezia, Fondazione Querini Stampalia. Particolare della Scoletta.

I Confratelli di San Rocco, fondata la Scuola nel maggio 1478, stipularono il 15 ottobre dello stesso anno con i Frati Minori Conventuali dei Frari una convenzione per aver l'uso di un terreno sgombero, retrostante il convento, per costruire una propria sede, su un lotto di 44 x 8 passi. Vennero edificati una chiesetta e un scuola che furono subito abbandonate. La Confraternita si trasferì prima a San Samuele poi a San Silvestro mentre veniva ricostruita la chiesetta diroccata e si operava l'ampliamento e l'abbellimento del modesto Albergo di muro e di legname, la futura attuale Scoletta (v. fig.1). Come si può notare nella veduta di Jacopo de' Barbari del 1500 (v. fig. 2), alla destra della Chiesa, posta tra i conventi di San Nicoletto della Lattuga e dei Frari, è indicata chiaramente la copertura di un piccolo stabile, la Scoletta appunto, che confina con la libreria, l'orto dei novizi, una corticella e il camposanto dei Frari. Ma la veduta del de' Barbari raffigura un edificio che era già il risultato di due successivi interventi. Il 17 maggio 1492 i Frati Minori concedevano alla Scuola di San Rocco di poter fabbricare nel luoco ove al presente è un certo albergo di detta scola […] per drito tramite principiando da una certa porta, la qual presentemente è apparso lo stesso albergo […] et estendersi et intrar nel Orto de Novittij preditti per cinque passi e piedi sino ad una certa croce nuovamente segnata, e per tanta largezza, principiando da ditto muro, da farsi nuovamente sino al muro di detto orto verso la Corte il qual muro verso la Corte possino renovarlo conforme l'esistenza dela detta loro fabbrica… La vicinanza con il convento esigeva però che nell'edificio non potessero essere aperte finestre per le quali se possi vedere verso li Frati se non alte, sotto il colmo et honesto per non avere luse.

Due anni più tardi i Frati Minori concedevano alla Scuola di estendere i confini della fabbrica della Scoletta sino alla seconda finestra della Giesia (di San Rocco), accordando qualche altro spazio fra quelli di loro appartenenza, allora quasi certamente tenuti ad ortaglia. Il 20 settembre 1494 venivano convocati Maestro Giacomo da Berna e Maestro Bernardo, suo nipote, per eseguire opere di fondazione e di muratura, volti, archi, colonne, travamenta, bordonali, modioni, fenestre, colmo, e per mettere in opera tutte le piere vive sarà dibisogno […] et bene smaltar detta fabbrica di drento, et di fuora, et tutta quella totalmente bianchizar come richiede simil fabbrica… Nel novembre dello stesso anno le fondamenta erano terminate. Delle successive fasi del cantiere non si hanno notizie. I lavori non dovettero tuttavia procedere senza intoppi, se nel giugno 1495 il Guardian Grando della Scuola presentava una supplica alla Signoria affinchè venissero eletti tre giudici acciò se habbi a decidere contro il convento di frati Minori […] cerca el terren principiade le fondamenta della Sala, et obviar ogni litte potesse eseguir sopra de ciò…

La Scoletta nell'arco di un ventennio, per la crescita del numero dei confratelli (nel 1514 erano arrivati a 500) e dell'importanza della Confraternita, fu considerata inadeguata e nel 1517 fu iniziata la costruzione della Scuola Grande.

Nel 1567 furono ricavate alcune stanze, nel 1748 furono aperte le due finestre che guardano verso le absidi della Chiesa dei Frari (v. figg. 3-4); nel 1749 furono eseguiti alcuni lavori di restauro; nel 1752 fu sostituita la scala di legno con l'attuale di pietra; nel 1755 gli antichi locali della Scoletta furono messi in comunicazione con il magazzino dei Frati, che lo affittarono all'Arciconfraternita creando una promiscuità che fu risolta solo con una permuta di proprietà e con interventi concordati tra Arciconfraternita, Demanio dello Stato e Ordine dei Frati Minori, in un periodo compreso tra il 1904 e il 1914. Seguirono poi nel 1916 altri lavori di sistemazione.

La Scoletta divenne prima abitazione del Cappellano (1547), poi ospedale per i poveri della confraternita (1551), magazzino dei mobili della Scuola (1572), abitazione del "capitanio" (1689), per essere quindi sede della Cancelleria dal 1739 ed archivio delle scritture della Scuola dal 1752.

La Scoletta fu adibita in anni recenti a magazzino nei locali inferiori, mentre il piano superiore fu usato saltuariamente per riunioni mentre alcune stanze ed il servizio venivano messi a disposizione del personale della Scuola.

Dopo un radicale restauro, la Scoletta è ora utilizzata per esposizioni temporanee, per riunioni della Confraternita e per altre manifestazioni culturali.

EDIFICIO

L'edificio segue una tipologia simile a quella delle altre Scuole minori. L'uso dei barbacani, che animano il prospetto rivolto verso l'abside dei Frari, assomiglia a quello della piccola Scuola dei Calegheri nel vicino Campo di San Tomà. Lo schema edilizio, caratterizzato da una sequenza di vani di misura medio-grande, segue quello tradizionale. Sono ancora riconoscibili le sale per l'albergo, il capitolo, la ragionataria ecc.

La facciata principale sul Campo rappresenta un piccolo gioiello di proporzioni auree, fatto di niente, ma ricco di valori che sostanziano il rinascimento a Venezia. Due soli i materiali, una superficie a marmorino naturale, punteggiata e disegnata dai nitidi contorni di pietra d'Istria, di porte e finestre. Marmorino e pietra: due bianchi che si contrappongono al diffuso colore di laterizi e intonaci dipinti che affollavano i panorami della città ancora gotica.